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Il Consiglio di Amministrazione di Unieuro S.p.A. ha esaminato e approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio al 28 febbraio 2022.
Oltre che per il nuovo record di fatturato, salito a quota 2,95 miliardi di euro pur in assenza di significative azioni di crescita esterna, l’esercizio 2021/22 si è caratterizzato per il varo del primo Piano Strategico quinquennale della Società, finalizzato alla definitiva trasformazione omnicanale di Unieuro e alla sua evoluzione in market setter.
Alla luce di un mercato dell’elettronica e degli elettrodomestici vivace, anche grazie al boom dei televisori innescato dalla migrazione delle frequenze, il primo anno di piano ha visto Unieuro raggiungere tutti gli obiettivi di marginalità e generazione di cassa prefissati.

Sebbene il confronto con l’esercizio 2020/21 sia influenzato dagli effetti benefici e irripetibili delle azioni manageriali adottate lo scorso anno in risposta all’emergenza sanitaria, l’EBIT adj. e il Risultato netto adj. hanno segnato forti progressi rispetto ai livelli pre-Covid, assestandosi rispettivamente a 72,1 milioni di euro e a 53,9 milioni.
Il ritorno alle consuete dinamiche di business ha riguardato anche la generazione di cassa, con un Free Cash Flow adj. normalizzatosi a 49,4 milioni di euro, grazie al quale Unieuro ha chiuso l’esercizio con 135,7 milioni di Cassa Netta, dopo aver remunerato gli azionisti
per ben 66,1 milioni nel corso dei dodici mesi, tra dividendi e buyback.
L’esercizio 2022/23 si è aperto pressoché in concomitanza con lo scoppio del conflitto in Ucraina, che ha generato ulteriore incertezza in un contesto macroeconomico già segnato da tensioni inflazionistiche e difficoltà nelle reti produttive e logistiche globali. Benché nei mesi di marzo e aprile Unieuro abbia registrato un fatturato in ulteriore miglioramento, il
Management ha comunque preferito posticipare la pubblicazione delle guidance relative a ricavi, redditività e generazione di cassa per l’esercizio in corso.
Ciononostante, alla luce dei positivi risultati raggiunti e della politica dei dividendi in vigore fin dallo sbarco in Borsa, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti un dividendo unitario pari a 1,35 euro per azione, in progresso del 26% rispetto agli 1,07 euro distribuiti nel 2019, l’ultima cedola prima della pandemia, e pari all’8,7% dell’attuale valore borsistico del titolo Unieuro.
“Al termine del primo anno di validità del nostro piano strategico “Our Omni-Journey to 2026”, votato alla definitiva trasformazione omnicanale di Unieuro, siamo orgogliosi di aver rispettato tutti gli impegni presi nei confronti del mercato in termini di crescita del fatturato, redditività, generazione di cassa e investimenti. Vogliamo pertanto condividere questa soddisfazione con le nostre persone, salite negli ultimi dodici mesi a 5.800; con i nostri azionisti, a cui proponiamo una cedola da ben 1,35 euro per azione, ancora una volta generosa e coerente con la politica dei dividendi; e più in generale con l’insieme di stakeholder di Unieuro, per i quali abbiamo
predisposto il Piano di Sostenibilità 2022-2026, capace di concretizzare i nostri sforzi verso un futuro migliore per tutti. Il difficile scenario internazionale e macroeconomico ci impone di guardare al nuovo esercizio con prudenza e realismo, senza affrettare previsioni che nei prossimi mesi
potranno nascere più robuste. Nel frattempo, lavoriamo senza sosta nel solco strategico ormai tracciato, per rafforzare la leadership di Unieuro e guadagnare nuove quote di mercato”, ha dichiarato Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Amministratore Delegato di Unieuro.

Nell’esercizio chiuso al 28 febbraio 2022, Unieuro ha conseguito ricavi pari a 2.949,7 milioni di euro, in crescita del 9,9% rispetto ai 2.685,2 milioni consuntivati nell’esercizio precedente e del 20,6% se raffrontati ai 2.444,9 milioni del 2019/20, l’ultimo esercizio pre-pandemia.
La performance è fortemente positiva in quanto conseguita in un contesto di graduale normalizzazione post-Covid e in assenza di significative variazioni del perimetro aziendale, tanto che l’evoluzione dei Ricavi like-for-like si è attestata a +8,8%.
Se su base infra-annuale il raffronto con l’esercizio precedente è influenzato dall’elevata volatilità che aveva accompagnato i primi mesi della pandemia, nel complesso il 2021/22 si è rivelato per la Società un anno di crescita sostenuta e di riequilibrio dei pesi dei singoli canali e delle singole categorie di prodotto, che nel 2020 erano stati impattati da condizioni esterne del tutto straordinarie.

Il canale Retail, pari al 68,1% dei ricavi totali, ha registrato vendite pari a 2.008,1 milioni di euro, in robusta crescita rispetto ai 1.711,6 milioni dell’anno precedente, quando le restrizioni legate al Covid avevano impedito alla rete diretta di beneficiare dei trend di consumo favorevoli innescatisi con la pandemia. Il venir meno di tali restrizioni già a partire dal primo semestre, l’avvenuta internalizzazione già a fine 2020 di 18 shop-in-shop precedentemente in regime di affiliazione, nonché l’apertura di 10 nuovi negozi diretti hanno permesso al canale di recuperare la sottoperformance dello scorso anno, portando così al +17,5% l’incremento dei ricavi rispetto al livello pre-Covid.
Il canale Online, pari al 18,1% dei ricavi totali, ha invertito la tendenza dei primi nove mesi grazie al +6,5% registrato nel quarto trimestre, chiudendo l’esercizio con ricavi in crescita dell’1,4% a 532,8 milioni di Euro dai precedenti 525,2 milioni. Grazie alla performance di Unieuro.it, ancora
una volta superiore a quella di mercato, il canale ha così ulteriormente migliorato i livelli record raggiunti nel 2020/21, quando la situazione di emergenza legata alla pandemia aveva portato la clientela a privilegiare l’e-commerce a discapito dei negozi fisici. Rispetto all’ultimo esercizio pre-Covid, i ricavi del canale sono in aumento del 79,3%, a conferma dell’efficacia delle attività di marketing sul canale Online, sia mainstream sia digitali, nonché delle nuove abitudini di consumo diventate strutturali.
Il canale Indiretto, pari al 9,5% dei ricavi totali, ha consuntivato ricavi per 280,5 milioni di euro, in contrazione dell’8,8% rispetto ai 307,5 milioni dello scorso esercizio. La performance si confronta con il +16,9% registrato nell’anno della pandemia, quando la rete dei negozi affiliati si era dimostrata particolarmente resiliente alle restrizioni, beneficiando delle proprie caratteristiche distintive. La progressiva normalizzazione post-
Covid e il sensibile calo congiunturale registrato nel quarto trimestre dell’esercizio appena trascorso hanno ricondotto il canale ad una performance del +6,6% rispetto al fatturato ante-Covid, in linea con i trend di lungo periodo.
Il canale B2B, pari al 3,3% dei ricavi totali, ha registrato ricavi per 98,5 milioni di euro, in calo del 15,7% rispetto ai 116,9 milioni del precedente esercizio. La contrazione, ancor più evidente nel confronto con il 2019/20, è stata frutto di una precisa scelta manageriale legata alla minor disponibilità di prodotto con cui alimentare il canale in taluni periodi dell’anno.
Infine, il canale Travel, pari all’1% dei ricavi totali, ha chiuso l’esercizio con ricavi risaliti a 29,9 milioni di Euro, registrando un recupero anno su anno del 24,2% ma mantenendosi al di sotto dei livelli raggiunti prima che la pandemia penalizzasse pesantemente il traffico aeroportuale.

La categoria Grey, pari al 45,9% dei ricavi totali, ha generato un fatturato di 1.355,2 milioni di euro, in aumento del 3,5% rispetto ai 1.309,6 milioni dell’esercizio precedente grazie alla buona performance del comparto telefonia e relativi accessori, dei prodotti indossabili e dei tablet. Il secondo semestre ha tuttavia risentito della debolezza del segmento IT, alla luce di una base di comparazione 2020 altamente sfidante che aveva beneficiato dei trend d’acquisto legati a smart working, e-learning e comunicazione,
enfatizzati dal contesto emergenziale. La performance rispetto all’esercizio 2019/20, l’ultimo pre-Covid, si conferma comunque fortemente positiva e pari al +16,8%.
La categoria White, pari al 25,6% dei ricavi totali, ha generato un fatturato di 755,8 milioni di euro, in crescita del 3,7% rispetto ai 728,8 milioni dell’esercizio precedente, registrando un rallentamento rispetto alla performance dei primi nove mesi dell’esercizio. Rispetto al pre-Covid, l’aumento è comunque a doppia cifra.
La categoria Brown, pari al 19,5% dei ricavi, ha registrato un atteso balzo del 42,5% a 576,2 milioni di Euro dai 404,4 milioni dell’esercizio precedente.
La straordinaria performance del segmento TV è stata trainata nel primo semestre dalla ripartenza degli eventi sportivi e nel secondo dall’avvio dello switch-off delle frequenze televisive, il cui effetto è stato accelerato e rafforzato dal Bonus TV, introdotto dal Governo proprio per agevolare la transizione tecnologica. L’effetto dello switch-off, destinato a durare per tutto il 2022, ha consentito alla categoria di sovraperformare anche rispetto ai livelli pre-Covid, rispetto ai quali l’incremento di fatturato è pari al 49,9%.
La categoria Altri prodotti, pari al 4,4% dei ricavi totali, ha registrato ricavi pari a 130,1 milioni di euro, in calo del 3% rispetto all’esercizio precedente. La debolezza del quarto trimestre è legata alla difficile base di raffronto offerta dal corrispondente periodo 2020/21, caratterizzato dal lancio della PS5 e dal boom della mobilità elettrica, tra l’altro conseguenza degli incentivi statali allora in vigore. Rispetto all’ultimo esercizio ante-Covid, l’incremento del fatturato della categoria è comunque pari al 14,2%.
La categoria Servizi, pari al 4,5% dei ricavi totali, ha registrato ricavi per 132,5 milioni di euro, su livelli superiori sia all’esercizio precedente, sia al pre-Covid. Il positivo andamento si è giovato del continuo focus di Unieuro sull’erogazione di servizi alla propria clientela, con particolare riferimento ad estensione di garanzia, consegna e trasporto.

Nell’esercizio 2021/22, Unieuro ha registrato un EBIT Adjusted di 72,1 milioni di euro, coerente con l’intervallo comunicato al mercato in sede di pubblicazione delle guidance sebbene in decremento del 17% rispetto al livello straordinariamente elevato di 86,8 milioni del precedente esercizio, quando l’incidenza era stata del 3,2%. Il confronto con l’esercizio 2019/20, quando l’EBIT Adjusted si era attestato a 58,7 milioni, è maggiormente significativo ed evidenzia una marginalità stabile al 2,4% dei ricavi.
Oltre al venir meno degli interventi non ripetibili sulla base costi che hanno caratterizzato lo scorso esercizio, il risultato è stato impattato da un calo di 0,3 punti percentuali del gross margin in linea con i primi nove mesi dell’esercizio. Sebbene la crescita dei volumi di vendita abbia comportato un aumento di 48,5 milioni di euro del gross profit, l’incidenza sui ricavi
è infatti scesa al 21,2% rispetto al 21,5% del precedente esercizio.
Nonostante il maggior peso del canale Retail, il più importante in termini di ricavi e marginalità, che nel 2020/21 era stato penalizzato dai trend di consumo imposti dalla pandemia, la redditività lorda ha risentito del diverso mix di prodotto e brand nell’ambito della categoria Grey; dell’aumento del peso delle vendite della categoria Brown, meno significativa in termini di marginalità; della scarsità di taluni prodotti sul mercato appartenenti alla categoria Altri Prodotti; e dell’assenza di incentivi statali alla mobilità elettrica.

Il Risultato netto Adjusted dell’esercizio è ammontato a 53,9 milioni di euro, pari all’1,8% dei ricavi, e si confronta con il risultato straordinario di 66,9 milioni del 2020/21 e con i 42,1 milioni del 2019/20, ultimo esercizio pre-Covid.

Al 28 febbraio 2022, Unieuro ha registrato una posizione di Cassa netta pari a 135,7 milioni di euro, che si confronta con i 154,8 milioni del 28 febbraio 2021.

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