Secondo i dati comunicati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il mese di luglio 2026 totalizza 123.184 immatricolazioni di autovetture nuove, segnando +3,9% rispetto al pari mese 2025.
«A parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese dello scorso anno, il mese di luglio segna una modesta crescita delle immatricolazioni di auto nuove. Tenuta dell’immatricolato resa possibile dal ricorso alle auto immatricolazioni e alla targatura delle auto in portafoglio dei dealer, cui si aggiunge la spinta derivante dal canale noleggio a breve termine». Lo ha affermato Massimo Artusi, presidente Federauto.
Aggiunge il presidente Federauto: «Il dato relativamente positivo sui modelli full-electric è in buona misura ascrivibile alle consegne, peraltro in via di esaurimento, effettuate alla vigilia della scadenza degli incentivi PNRR/MASE. È l’ennesima dimostrazione che il mercato mostra interesse verso il veicolo elettrico soltanto se sorretto da massicci incentivi, naturalmente a carico di tutti i contribuenti, anche di quelli che l’auto elettrica non la vogliono o non se la possono permettere neppure con gli incentivi».
Prosegue Artusi: «In questo quadro, continua a destare perplessità l’insistenza con cui la Commissione Ue continua a proporre misure disallineate rispetto alle reali dinamiche di mercato, come il recente “Electrification Action Plan” che addirittura accelera l’elettrificazione dei consumi nell’Unione – trasporti compresi – raddoppiandola entro il 2040 dal 23% al 46%, attraverso agevolazioni che dovrebbero essere finanziate dagli Stati Membri, a dispetto sia delle logiche funzionali della sostenibilità economico-finanziaria. Ma i costi esorbitanti dell’elettrificazione forzosa e totale cominciano già a farsi sentire.
Da una parte c’è il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen, che punta a recuperare risorse, mediante una non meglio precisata cancellazione delle sovvenzioni pubbliche a favore dei combustibili fossili, dall’altra, più pragmaticamente, c’è il governo UK che ha deciso di far pagare l’accisa anche alle auto elettriche, che dal 2028 dovranno versare fra gli 1,5 e i 3 centesimi di sterline a miglio percorso, con un gettito previsto di 1,1 miliardi di sterline.
Se a tutto questo aggiungiamo che la trazione elettrica aiuta in modo assai parziale la decarbonizzazione, a causa dell’elevata presenza di fossile nel mix energetico, delle sue fasi di produzione e di smaltimento, si comprende quanto sia astratta e ideologica l’impostazione normativa della Commissione UE».
Conclude il Presidente di Federauto: «A nostro avviso, servirebbe piuttosto incentivare la ricerca e l’utilizzo dei biocarburanti già oggi disponibili e economicamente sostenibili per i consumatori, superando il freno ideologico di una Commissione europea che naviga ormai a vista in una nebbia attraverso cui gli unici ad essere in condizione di orientarsi sono gli esportatori di tecnologia a basso costo, in barba ai segnali del mercato e degli indici di disoccupazione nel settore automotive europeo».
Passando al commento tecnico:Luglio 2026 si chiude con 123.425 immatricolazioni, portando il cumulato a 1.062.423 unitànel periodo gennaio-luglio. Il dato mensile rappresenta il tasso di crescita più contenuto del 2026, coerente con la stagionalità di luglio – mese strutturalmente più basso per volumi assoluti. Il progressivo YTD consolida il trend positivo, pur segnando una lieve decelerazione rispetto al +9,70% del cumulato semestrale di giugno.
Sul fronte delle alimentazioni, l’HEV registra il quarto mese consecutivo sotto il 50% mensile: 58.548 unità. Il dato di maggiore rilevanza strutturale è nel cumulato: il progressivo Gen-Lug scende al 49,44%, consolidando il superamento della soglia psicologica del 50% già rilevato a giugno e indicando una tendenza stabile, non episodica. Il PHEV mantiene la doppia cifra per il terzo mese consecutivo: 12.894 unità; nel cumulato registra 96.977 unità, in prossimità della soglia del 10% YTD.
Il BEV segna una contrazione pronunciata rispetto ai mesi precedenti: 7.269 unità, riportandosi sotto la soglia del 6% mensile dopo il 10,08% di giugno. Il GPL torna positivo per la prima volta nel 2026: 13.283 unità, invertendo la traiettoria di calo strutturale osservata nei mesi precedenti. I combustibili tradizionali mantengono il calo: benzina 23.398 unità, diesel 8.032; nel cumulato rispettivamente -17,32% e -26,47%.
Sui canali di vendita: i privati raggiungono la quota più alta dell’anno con 71.429 unità. Il canale società torna leggermente positivo a 23.271 unità, con auto-immatricolazioni dealer a 14.468 unità e fleet a 7.007 unità. Il noleggio si mantiene positivo a 28.725 unità, con il lungo termine ancora in negativo, il breve termine in decisa espansione percentuale e il Dealer Uso Noleggio a 2.663 unità.
Le auto-immatricolazioni aggregate — Autoimm.ni Dealer e Dealer Uso Noleggio – totalizzano circa 17.131 unità mensili. L’incidenza percentuale risulta significativamente elevata rispetto ai mesi precedenti. Nel cumulato YTD il dato aggregato raggiunge circa 105.654 unità, in prossimità della soglia del 10% annuo, con il Dealer Uso Noleggio a 13.540 unità e le Autoimm.ni Dealer a 92.114 unità.
Negli ultimi tre giorni di luglio sono state targate 43.978 unità, con una media di 14.659 immatricolazioni al giorno contro le 3.972 dei restanti giorni lavorativi.










