Il Consiglio di Amministrazione di Ariston Holding ha approvato la diffusione di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive per il trimestre concluso il 31 marzo 2026.
I ricavi netti del primo trimestre si sono attestati a 656,1 milioni di euro, in crescita dell’1,2% rispetto ai 648,2 milioni di euro nello stesso periodo del 2025. I ricavi organici sono risultati in linea con l’anno precedente, mentre il contributo della variazione di perimetro, principalmente legata al riconsolidamento della Russia a fine marzo 2025 e ad altre acquisizioni minori, ha inciso per il +2,5%. L’effetto cambio ha avuto un impatto negativo dell’1% nel trimestre. La performance del trimestre è stata trainata dalla continua crescita delle energie rinnovabili, con le pompe di calore che hanno nuovamente confermato il trend strutturale verso l’elettrificazione in Europa, in particolare in Germania. Per contro, il mercato delle caldaie a gas è rimasto debole in Europa e il mercato statunitense del riscaldamento dell’acqua ha registrato un rallentamento della domanda. La
performance di marzo è stata inoltre influenzata dal conflitto in Medio Oriente, che ha impattato le vendite nella regione. Tali effetti sono gestiti grazie alle misure di mitigazione adottate e alla limitata esposizione geografica del Gruppo all’area L’EBITDA si è attestato a 63,9 milioni di euro, in crescita del 2,2% rispetto ai 62,5 milioni di euro nel primo trimestre 2025, mentre l’EBIT è stato pari a 28,1 milioni di euro, rispetto ai 28,3 milioni di euro dell’anno precedente.
Tali margini sono presentati anche in forma rettificata, più idonea ad apprezzare l’andamento della normale operatività aziendale, con l’esclusione di costi o ricavi non rappresentativi della stessa; la principale rettifica del periodo riguarda la neutralizzazione dell’impatto negativo dell’ammortamento del PPA relativo ad acquisizioni pregresse.
L’EBITDA adjusted è stato pari a 64,7 milioni di euro, con un margine del 9,9% sui ricavi netti, rispetto ai 64,1 milioni di euro del primo trimestre 2025.
L’EBIT rettificato si è attestato a 34,1 milioni di euro, rispetto ai 35,1 milioni di euro del primo trimestre 2025, con un margine del 5,2% sui ricavi netti, rispetto al 5,4% del primo trimestre 2025, includendo i continui investimenti in go-to-market, digitale, R&S e i maggiori costi di trasporto dovuti al conflitto in Middle East.
Il Free cash flow del periodo è stato negativo per 69 milioni di euro, rispetto al cash flow negativo di 17 milioni di euro del primo trimestre 2025. Il dato dell’anno precedente rifletteva un’ottimizzazione eccezionale del capitale circolante, mentre il primo trimestre 2026 è stato influenzato dal pagamento differito nel 2026 di elevati investimenti effettuati del quarto trimestre 2025; il livello delle scorte di magazzino si è mantenuto a livelli coerenti con una gestione efficiente.
L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2026 è aumentato a €671,0m rispetto ai 573,7 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
A fini comparativi, applicando il metodo di calcolo adottato precedentemente all’introduzione delle linee guida ESMA, l’indebitamento finanziario netto è passato da 542 milioni di euro al 31 dicembre 2025, a 630,9 milioni di euro al 31 marzo 2025. Le principali differenze riguardano l’inclusione da parte di ESMA – tra le passività – delle opzioni put & call connesse ad acquisizioni e la neutralizzazione del mark-to-market positivo sui derivati.

Maurizio Brusadelli, Amministratore Delegato, ha dichiarato: “I primi tre mesi del 2026 hanno visto un avvio solido dell’anno, confermando le nostre aspettative sulla traiettoria di crescita positiva annuale del Gruppo. I risultati hanno beneficiato della continua adozione di soluzioni rinnovabili in tutta Europa, che continua ad essere un driver di crescita fondamentale per il Gruppo. In questo contesto, la limitata esposizione diretta al Medio Oriente unitamente alle misure di mitigazione adottate hanno contribuito a contenere l’impatto del conflitto in corso.”

Per il 2026 la guidance rimane inviarata con ricavi netti 2026 tra +1% e +4% su base organica5 su base annua, grazie alla continua ripresa della domanda di riscaldamento in Europa, alla performance stabile nel riscaldamento dell’acqua e a un portafoglio prodotti diversificato.
Il Margine EBIT adjusted 2026 rimane tra il 7% e l’8%, grazie ai continui miglioramenti di efficienza dei costi e alla leva operativa, pur incrementando gli investimenti in go-to-market, nuovi prodotti, digitalizzazione e R&S per sostenere la crescita.