Secondo le stime preliminari, nel mese di aprile 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività aumenta dello 0,2% su base mensile e del 2% su aprile 2024, dal +1,9% registrato nel mese precedente.

La lieve accelerazione del tasso d’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi degli Energetici regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti, ma anche all’aumento del ritmo di crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati e lavorati. I prezzi degli Energetici non regolamentati decelerano, come anche quelli dei Tabacchi.

Nel mese di aprile l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera, come anche quella al netto dei soli beni energetici.

La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si attenua, mentre quella dei servizi si accentua. Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si amplia, portandosi a +1,9 punti percentuali contro i +1 del mese precedente.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano un’accelerazione, mentre la crescita tendenziale dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallenta.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, ma anche a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che risentono entrambi di fattori stagionali. Un sostegno alla dinamica congiunturale dell’indice generale si deve inoltre agli Alimentati, sia non lavorati sia lavorati. La diminuzione dei prezzi degli Energetici, regolamentati e non regolamentati, ha esercitato un effetto di contenimento alla crescita dei prezzi al consumo su base mensile.

L’inflazione acquisita per il 2025 sale a +1,5% per l’indice generale e a +1,6% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra una variazione pari a +0,5% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +2,1% su base annua.