Secondo le stime preliminari, nel mese di marzo 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua.
L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli Energetici e dell’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati; in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, dei Servizi relativi ai trasporti e dei Servizi relativi all’abitazione.
Nel mese di marzo l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento, così come quella al netto dei soli beni energetici.
A marzo 2026, i prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua, mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita. Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, diminuisce, passando da +3,8 punti percentuali a +2,1 punti percentuali.
Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenzia una moderata accelerazione.
La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati e non, dei Servizi relativi ai trasporti e degli Alimentari non lavorati. Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.
In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra una variazione pari a +1,6% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +1,5% su base annua.






