Secondo le stime preliminari del Market Monitor di Counterpoint Research, il mercato globale degli smartphone è rimasto sotto pressione nel primo trimestre del 2026, con un calo delle spedizioni del 6% su base annua, dovuto alla carenza di componenti di memoria DRAM e NAND e a una domanda più debole. Sebbene alcune regioni abbiano mostrato una relativa stabilità, il sentiment generale del mercato è rimasto cauto, con i produttori che hanno adeguato le proprie strategie di prezzo e produzione, ricorrendo a ritardi nei lanci di prodotti e a un minor numero di nuovi modelli, e i consumatori che hanno ridotto gli acquisti non essenziali a causa delle tensioni in Medio Oriente. Allo stesso tempo, alcuni produttori hanno anticipato le spedizioni in previsione di aumenti dei prezzi dei componenti e di un’escalation dei costi logistici, compensando così un calo maggiore delle spedizioni.
Commentando il mercato globale degli smartphone, l’analista senior Shilpi Jain ha dichiarato: “Questo calo delle spedizioni è dovuto principalmente al fatto che i produttori di memorie hanno dato priorità ai data center per l’intelligenza artificiale rispetto all’elettronica di consumo, comprimendo i margini degli OEM e costringendoli a trasferire direttamente ai consumatori l’aumento dei costi dei componenti. Mentre l’offerta è rimasta limitata, l’aumento dei prezzi dell’energia, i maggiori costi logistici e l’incertezza economica causata dalle tensioni in Medio Oriente hanno mantenuto basso l’interesse dei consumatori per i nuovi dispositivi, alimentando la domanda di dispositivi ricondizionati e pesando ulteriormente sulle spedizioni. La carenza di chip di memoria e l’aumento dei costi hanno colpito maggiormente i segmenti più sensibili al prezzo, come i dispositivi di fascia bassa e media, che sono i più esposti a tali pressioni sulla domanda e sull’offerta. Mentre i produttori di dispositivi premium come Apple sono rimasti relativamente resilienti a queste pressioni, i marchi cinesi, orientati ai volumi, hanno registrato cali più marcati, soprattutto nelle regioni sensibili al prezzo, contribuendo al calo complessivo delle spedizioni globali.”











