Secondo le stime preliminari del Market Monitor di Counterpoint Research, il mercato globale degli smartphone è rimasto sotto pressione nel primo trimestre del 2026, con un calo delle spedizioni del 6% su base annua, dovuto alla carenza di componenti di memoria DRAM e NAND e a una domanda più debole. Sebbene alcune regioni abbiano mostrato una relativa stabilità, il sentiment generale del mercato è rimasto cauto, con i produttori che hanno adeguato le proprie strategie di prezzo e produzione, ricorrendo a ritardi nei lanci di prodotti e a un minor numero di nuovi modelli, e i consumatori che hanno ridotto gli acquisti non essenziali a causa delle tensioni in Medio Oriente. Allo stesso tempo, alcuni produttori hanno anticipato le spedizioni in previsione di aumenti dei prezzi dei componenti e di un’escalation dei costi logistici, compensando così un calo maggiore delle spedizioni.

Commentando il mercato globale degli smartphone, l’analista senior Shilpi Jain ha dichiarato: “Questo calo delle spedizioni è dovuto principalmente al fatto che i produttori di memorie hanno dato priorità ai data center per l’intelligenza artificiale rispetto all’elettronica di consumo, comprimendo i margini degli OEM e costringendoli a trasferire direttamente ai consumatori l’aumento dei costi dei componenti. Mentre l’offerta è rimasta limitata, l’aumento dei prezzi dell’energia, i maggiori costi logistici e l’incertezza economica causata dalle tensioni in Medio Oriente hanno mantenuto basso l’interesse dei consumatori per i nuovi dispositivi, alimentando la domanda di dispositivi ricondizionati e pesando ulteriormente sulle spedizioni. La carenza di chip di memoria e l’aumento dei costi hanno colpito maggiormente i segmenti più sensibili al prezzo, come i dispositivi di fascia bassa e media, che sono i più esposti a tali pressioni sulla domanda e sull’offerta. Mentre i produttori di dispositivi premium come Apple sono rimasti relativamente resilienti a queste pressioni, i marchi cinesi, orientati ai volumi, hanno registrato cali più marcati, soprattutto nelle regioni sensibili al prezzo, contribuendo al calo complessivo delle spedizioni globali.”

Apple ha guidato per la prima volta il mercato globale degli smartphone nel primo trimestre, raggiungendo una quota di mercato del 21% e una crescita del 5% su base annua nel primo trimestre del 2026. Apple si conferma il marchio più al riparo dalla crisi delle memorie grazie al suo posizionamento ultra-premium e alla catena di fornitura altamente integrata. La continua e forte domanda per la serie iPhone 17 e gli aggressivi programmi di permuta, insieme alla fidelizzazione dell’ecosistema, hanno trainato la crescita complessiva dei volumi nonostante un contesto macroeconomico più debole. Il marchio ha registrato una crescita notevolmente più sostenuta in diversi mercati chiave dell’Asia-Pacifico, come Cina, India e Giappone, a testimonianza della solida domanda di iPhone e dell’efficacia delle strategie adottate in questi mercati ad alto potenziale.
Le spedizioni di Samsung sono diminuite del 6% su base annua nel primo trimestre del 2026, con una quota di mercato del 20%, a causa delle difficoltà incontrate dal calo della domanda nel segmento di mercato di massa e dal ritardo nel lancio della serie S26. Tuttavia, l’iniziale slancio della serie S26 è rimasto forte, evidenziando la solida domanda per il nuovo hardware e le funzionalità di intelligenza artificiale integrate, con la variante Ultra che ha registrato il maggior successo. Per gestire le crescenti pressioni sui costi, Samsung ha ulteriormente rivisto il proprio portafoglio prodotti, semplificando le opzioni di fascia bassa e puntando sulle configurazioni di fascia alta, aumentando di fatto i prezzi di partenza e rafforzando al contempo il posizionamento premium dei suoi dispositivi.
Xiaomi, pur mantenendo il terzo posto nel mercato globale con una quota del 12%, ha registrato il calo maggiore tra i primi cinque marchi, pari al 19% su base annua. Il marchio sta affrontando una forte pressione, poiché la sua elevata esposizione al segmento di fascia bassa, sensibile al prezzo, lo rende particolarmente vulnerabile all’aumento dei costi della memoria. Xiaomi sta semplificando le proprie linee di prodotti e concentrandosi maggiormente sulle regioni chiave. Allo stesso tempo, sta registrando una crescita nel segmento premium, con la serie Xiaomi 17 che sta ottenendo buoni risultati in Cina.
OPPO e vivo si sono aggiudicati rispettivamente il quarto e il quinto posto nel mercato nel primo trimestre del 2026 con quote dell’11% e dell’8%. Nonostante il lieve calo del 2% su base annua, vivo ha mantenuto la sua leadership di mercato in India, sfruttando la sua serie di fascia media per acquisire utenti di alto valore, e ha conservato il suo slancio anche in Cina. Le spedizioni complessive di OPPO sono diminuite, ma il marchio ha registrato una forte performance nel segmento entry-level con la serie A5, mentre il suo top di gamma Find N5 è stato ben accolto dal mercato.
Oltre ai primi cinque, Google e Nothing hanno registrato una crescita significativa, rispettivamente del 14% e del 25% su base annua, nelle spedizioni nel primo trimestre del 2026. La linea Pixel di Google sta rafforzando la sua presenza nei principali mercati maturi, grazie alle sue capacità di intelligenza artificiale all’avanguardia, alla fotografia computazionale e al software pulito e intuitivo che aiutano il marchio ad aumentare la sua quota di mercato. Nothing, d’altro canto, continua a beneficiare del suo design distintivo, del posizionamento di nicchia e della crescente notorietà tra i consumatori, che favoriscono una forte adozione nei segmenti di mercato di riferimento. Il suo Nothing Phone, lanciato di recente, ha riscosso un grande successo tra i consumatori, accelerando ulteriormente la crescita del marchio.
Le prospettive per il 2026 rimangono deboli, poiché la crisi della memoria potrebbe protrarsi fino alla fine del 2027. Si prevede che i produttori daranno priorità al rapporto qualità-prezzo rispetto al volume, agli aggiornamenti di configurazione, all’eliminazione dei modelli a basso margine e allo sfruttamento dei dispositivi ricondizionati per fidelizzare gli utenti con budget limitato. Con la premiumizzazione che si mantiene stabile ma i margini sotto pressione, i marchi si affideranno sempre più al software, all’espansione dell’ecosistema e ai servizi per la crescita nei prossimi trimestri.