Domanda elettrica in aumento a maggio del 2,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con le fonti rinnovabili che hanno coperto il 52,8% del fabbisogno nazionale.
Si consolida inoltre l’andamento positivo dei consumi industriali: secondo le elaborazioni effettuate da Terna sull’indice IMCEI, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, a partire da novembre 2024 si registra un tasso medio annuo di crescita pari al 5% sul dato mensile rettificato dall’effetto calendario.
Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale guidata da Pasqualino Monti, il fabbisogno elettrico nazionale a maggio è stato pari a 24,8 TWh.
La produzione fotovoltaica, con oltre 6 TWh, risulta ancora in crescita, principalmente guidata dalla capacità installata: +2,6 GW da gennaio a oggi.
Prosegue la crescita del fabbisogno: maggio ha registrato un giorno lavorativo in meno e una temperatura media mensile pressoché uguale a quella dello stesso periodo di un anno fa. Negli ultimi dieci giorni del mese, tuttavia, si sono registrate temperature superiori alla media fino a 6°C che hanno contribuito alla crescita del fabbisogno. Corretto dagli effetti di temperatura e calendario, il dato segna un aumento del 2,6%.
A livello territoriale, la variazione tendenziale è positiva in tutto il Paese: +1,4% al Nord, +2,6% al Centro e +3,3% al Sud e nelle isole.
A maggio, l’indice IMCEI elaborato da Terna, registra un incremento del 2,2%, segnando il nono mese consecutivo di crescita.
Nel periodo gennaio-maggio 2026 l’indice evidenzia una crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Positivi i settori del cemento, calce e gesso, siderurgia, ceramiche e vetrarie e mezzi di trasporto; in flessione metalli non ferrosi, alimentare, chimica e meccanica; stabile la cartaria.
L’indice IMSER, che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione, e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a marzo 2026 un incremento dell’1,3%.
I primi tre mesi dell’anno risultano in aumento dell’1,4%.
La produzione nazionale ha coperto l’84,6% della domanda elettrica, mentre il restante 15,4% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
La produzione nazionale netta si è attestata a 21,6 TWh, sostanzialmente stabile, mentre è risultato in aumento il saldo estero, determinato da una crescita dell’importazione e da una riduzione dell’esportazione. In crescita la fonte termica, che ha compensato il calo dell’idroelettrico.
A maggio le fonti rinnovabili hanno coperto il 52,8% della domanda elettrica nazionale. In flessione la fonte idrica, le biomasse e la fonte geotermica. In crescita l’eolico e il fotovoltaico.
La produzione fotovoltaica è la prima fonte rinnovabile del mese: l’incremento di 975 GWh è dovuto principalmente al contributo della maggior capacità installata, e in secondo luogo al maggior irraggiamento.
Il confronto della produzione rinnovabile su base annua evidenzia dinamiche differenti in funzione della tecnologia di generazione di riferimento. In particolare, la produzione fotovoltaica continua a crescere, sostenuta dall’incremento della capacità installata, mentre la produzione idroelettrica risulta maggiormente influenzata dalle condizioni meteorologiche e dalla disponibilità della risorsa idrica.
Secondo le rilevazioni di Terna, a maggio 2026 la capacità installata rinnovabile è aumentata di 493 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione, pari a 141 MW, tra solare ed eolico. Al 31 maggio si registrano 86,42 GW di potenza installata, di cui, in particolare, 46,12 GW di solare e 13,91 GW di eolico.
Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 938.727 impianti che corrispondono a 19,16 GWh di capacità e 7,9 GW di potenza nominale.



