Secondo le stime preliminari, nel mese di settembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività evidenzia una variazione del -0,2% su base mensile e del +1,6% su base annua.

La stabilità del tasso d’inflazione sottende andamenti differenziati dei diversi aggregati di spesa: in rallentamento i prezzi degli Alimentari non lavorati, in accelerazione quelli degli Alimentari lavorati e degli Energetici regolamentati, a cui si aggiunge la ripresa dei prezzi degli Energetici non regolamentati.

Nel mese di settembre l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta invariata e quella al netto dei soli beni energetici rallenta.

La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si accentua lievemente, mentre quella dei servizi si attenua. Pertanto, il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si riduce, portandosi a +1,9 punti percentuali.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano.

La variazione congiunturale negativa dell’indice generale riflette soprattutto la diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, parzialmente attenuata dalla crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati.

L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,7% per l’indice generale e a +2,0% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra una variazione pari a +1,3% su base mensile, per effetto della fine dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +1,8% su base annua.