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BTS Biogas ha attivato una collaborazione con l’Università degli Studi di Padova per sviluppare un progetto di ricerca che ha l’obiettivo di aumentare, di almeno del 10%, la resa di biogas.

Lo smaltimento sostenibile e la valorizzazione dei rifiuti organici sono una delle maggiori sfide a cui far fronte a livello mondiale. Il biogas è un’energia rinnovabile che consente di conciliare queste due esigenze perché viene prodotto utilizzando scarti organici. Tuttavia, la stagionalità di numerosi sottoprodotti della filiera agricola e zootecnica che alimentano gli impianti di biogas può determinare importanti fluttuazioni produttive, con ripercussioni negative sull’economicità degli impianti. Nell’attuale processo produttivo non sono presenti metodi efficienti per il monitoraggio in tempo reale della componente microbica, vera e propria key-driver della digestione anaerobica. È quindi indispensabile un attento monitoraggio del processo produttivo, del materiale organico che alimenta l’impianto e lo sviluppo di modelli predittivi per ottimizzare la produzione interessate a massimizzare la resa dei propri impianti di biogas. 

Per rispondere a queste esigenze nasce il progetto di ricerca biennale Più-Biogas App, sostenuto da BTS Biogas e condotto da due ricercatori del Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente e del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova. L’iniziativa, tra i vari obiettivi, mira ad implementare un metodo di analisi innovativo, rapido ed efficiente per lo studio delle dinamiche di popolazione microbica che permette la fermentazione della materia organica, da consultare tramite una app dedicata.

Si tratta del primo progetto di ricerca che indaga l’attività microbiologica che avviene ogni giorno all’interno del digestore. Il progetto si prefigge non solo di ottenere un database per catalogare i microrganismi e le informazioni ambientali e di processo, ma punta anche a sviluppare un algoritmo per confrontare i risultati dei monitoraggi e delle tecniche per aumentare la resa energetica del biogas. Lo scopo è realizzare un software che aiuterà a massimizzare la produzione di biogas riducendo i costi di esercizio. I risultati e la tecnologia sviluppata saranno poi condivisi con altre realtà aziendali interessate a massimizzare la resa dei propri impianti di biogas.

Il progetto, a cui collabora anche S&C Best ha ottenuto il finanziamento della Fondazione Cariverona nell’ambito dell’obiettivo 2 «Valorizzazione del Capitale Umano e Promozione di Opportunità per i Giovani».

«Il progetto Più-Biogas App è un esempio importante di valorizzazione del Capitale Umano che ogni anno l’Università degli Studi di Padova contribuisce a formare – dice il prof. Lorenzo Favaro, docente di Microbiologia Agraria all’Università di Padova e responsabile scientifico del progetto -. Grazie al supporto della Fondazione Cariverona e di BTS Biogas, due giovani ricercatori, infatti, potranno lavorare fianco a fianco con docenti dell’Ateneo patavino ed aziende leader nel campo della digestione anaerobica per accelerare il processo di trasferimento tecnologico tra Università e contesto economico nazionale. Approcci biotecnologici e bioinformatici, sviluppati insieme ai colleghi Laura Treu e Stefano Campanaro, contribuiranno a fornire una soluzione innovativa per ottimizzare le rese in biogas di numerosi impianti fortemente diffusi in Veneto ed in molte altre regioni italiane».

«La ricerca della sostenibilità e la produzione di energie rinnovabili passa anche attraverso la massimizzazione della resa degli impianti di biogas. – spiega l’ing. Franco Lusuriello, CEO di BTS Biogas – Il progetto Più-Biogas App, grazie a una tecnologia innovativa sviluppata in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, punta a fornire alle aziende un prezioso strumento per gestire le biomasse in ingresso rendendo disponibili dati utili all’efficientamento della produzione di biogas, contribuendo al perseguimento della transizione green, fondamentale per il futuro del nostro Paese. Questa iniziativa è l’esempio concreto di come un dialogo produttivo tra il mondo della ricerca e quello delle imprese possa dare vita a soluzioni innovative».

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