Una nuova ricerca condotta in Europa e commissionata da Epson mostra che il 68% degli insegnanti italiani ritiene che l’uso dell’IA da parte degli studenti per svolgere i compiti scolastici abbia un effetto negativo sull’apprendimento.

Stando ai dati, il 79% dei docenti italiani ha notato che gli studenti utilizzano strumenti di IA per svolgere i compiti scolastici e quelli assegnati a casa, il 58% precisa che l’uso dell’IA per completare i compiti permette agli studenti di aggirare loro livello di istruzione, e il 72% esprime preoccupazione per il fatto che un eccessivo affidamento all’IA sta riducendo la capacità degli studenti di individuare le informazioni false e di pensare in modo critico. Non solo: il 52% afferma che tutto questo sta portando a risultati scolastici peggiori, poiché senza l’IA gli studenti hanno difficoltà a ottenere buoni risultati.

È importante sottolineare che gli insegnanti non chiedono l’abbandono della tecnologia, ma sostengono che prima di tutto devono esserci le basi: il 64% desidera infatti una maggiore attenzione alle risorse tradizionali, come fogli di lavoro e libri di testo, poiché per il 68% queste risorse rimangono essenziali per garantire il consolidamento delle basi dell’alfabetizzazione e della matematica.

La ricerca ha anche rilevato che il 46% degli insegnanti italiani ritiene che gli studenti imparino meglio sulla carta che sugli schermi, mentre il 66% sostiene che i metodi tradizionali forniscono le basi per l’apprendimento permanente. Gli esperti accademici condividono questa opinione; in particolare, la dottoressa Lili Yu della Scuola di Scienze Psicologiche dell’Università Macquarie in Australia afferma: “La comprensione diminuisce quando utilizziamo uno schermo per leggere testi ricchi di informazioni, come un libro di testo”.

“Ecco perché – afferma Fabio Girotto di Epson Europa – gli strumenti pratici sono importanti: le stampanti nelle scuole aiutano a garantire che gli studenti possano ancora accedere e interagire con i materiali cartacei che rafforzano queste basi.”

Il 69% degli insegnanti italiani concorda con l’opinione di Girotto, specificando che le stampanti sono fondamentali per l’istruzione, in quanto permettono agli studenti di apprendere dai materiali tradizionali. Tuttavia, il 40% in Italia dichiara di non disporre di un numero sufficiente di stampanti nella propria scuola per fornire risorse cartacee ogni volta che sono necessarie, mentre un ulteriore 55% concorda sul fatto che le istituzioni dovrebbero tenere conto delle stampanti quando prendono decisioni su come migliorare i risultati scolastici.

Tornando ai dati sull’intelligenza artificiale, per l’82% degli insegnanti italiani questa tecnologia ha un ruolo importante da svolgere nell’istruzione, ma deve essere utilizzata con cautela; pertanto, l’87% afferma che è necessario trovare un equilibrio tra didattica digitale e tradizionale.

“L’intelligenza artificiale – continua Girotto – sta indubbiamente cambiando il mondo. Per trarne il massimo vantaggio in futuro, gli studenti a scuola devono utilizzarla con attenzione: prima di tutto è necessario concentrarsi sull’acquisizione delle nozioni di base con i metodi di insegnamento tradizionali. In breve, per creare una forza lavoro pronta all’intelligenza artificiale, capace di pensare in modo critico e di saperla utilizzare responsabilmente, dobbiamo poter costruire delle solide fondamenta, che si creano più facilmente con carta e penna in classe.”