Sono stati presentati i risultati di una indagine in stile ‘cliente misterioso’ realizzata da Legambiente, e sostenuta da Erion WEEE, su 141 i punti vendita monitorati dai volontari e volontarie di Legambiente in otto regioni1 italiane, selezionate per questa prima indagine sui RAEE.
Buone notizie per quanto riguarda la conoscenza da parte degli addetti alle venditedelle catene investigate che nel 84,4% dei casi hanno risposto affermativamente alladomanda posta dal cliente che intendeva conferire un rifiuto elettronico idoneo presso il punto vendita.
Tra le regioni più virtuose Lombardia, Toscana e Puglia mentre Sardegna e Campania registrano dati meno incoraggianti ma pur sempre superiori al 60% di risposte positive.
Più in particolare, secondo la ricerca “Missione RAEE: Zero scuse” la risposta è positiva, Italia promossa. Tra ottobre e novembre 2025, volontarie e volontari di Legambiente hanno visitato in incognito 141 punti vendita appartenenti a 14 diverse catene della grande distribuzione elettronica e distribuiti in 8 regioni italiane. Nel corso del monitoraggio, è stato possibile conferire senza difficoltà il proprio piccolo RAEE nell’86% dei negozi visitati, mentre nel restante 14% il conferimento non è stato consentito.
A dieci anni dall’entrata in vigore della normativa “1 contro 0”, che impone ai punti vendita di elettronica con superficie superiore ai 400 mq il ritiro gratuito dei piccoli RAEE senza obbligo di acquisto, Legambiente ha verificato il livello di applicazione del servizio sul territorio nazionale. Un risultato indubbiamente positivo, che tuttavia non raggiunge il massimo dei voti.
Nonostante l’obbligo normativo, infatti, in 20 casi non è stato possibile conferire il piccolo RAEE: tra questi, 11 punti vendita hanno dichiarato di svolgere unicamente il servizio “1 contro 1”, che prevede il ritiro del rifiuto solo a fronte dell’acquisto di un prodotto nuovo equivalente; in altri 7 esercizi è stata dichiarata la disponibilità alla raccolta delle sole lampadine, mentre in 2 casi i punti vendita hanno riferito di non essere abilitati al servizio. Complessivamente, la ricerca evidenzia che in circa il 16% dei casi il personale incaricato non era a conoscenza del servizio “1 contro 0”.
“Con questa indagine – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – vogliamo riportare in primo piano il tema del conferimento dei piccoli rifiuti elettronici sotto i 25 centimetri e la pratica dell’1 contro 0. Nelle nostre case abbiamo spesso piccoli RAEE di cui disfarci e su cui esiste un servizio di raccolta previsto dalla legge. I dati ricavati con Il nostro Cliente Misterioso se da una parte ci portano notizie incoraggianti, dall’altra ci indicano anche dove bisogna intervenire perché spesso i punti vendita non sono informati. Per questo è fondamentale promuovere a livello nazionale e territoriale più campagne di informazione e sensibilizzazione per informare i commercianti, chi lavora con loro, e i cittadini di ogni età. Non dimentichiamo che i RAEE, se non correttamente conferiti, possono avere impatti ambientali pericolosi soprattutto per l’effetto delle sostanze nocive sull’ambiente e sulla salute. Dall’altro lato conferirli correttamente significa anche permettere di riciclare materie prime fondamentali, tra cui spiccano le Materie Prime Critiche che sono sempre più al centro di tensioni geopolitiche”.
“I risultati di questa analisi realizzata da Legambiente sono sostanzialmente positivi, considerando che la grande maggioranza dei negozi visitati consente ai cittadini di esercitare il loro diritto al conferimento gratuito dei piccoli RAEE”, dichiara Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE. “Tuttavia, si tratta di un obbligo di legge, non di un’azione volontaria. Esistono quindi ampi margini di miglioramento ed è necessario far sì che tutti negozi più grandi di 400 mq consentano ai consumatori di fare la cosa giusta in semplicità. È importante continuare a informare i cittadini attraverso campagne di comunicazione su larga scala che rendano chiaro il concetto di “RAEE” e più familiare l’abitudine al corretto conferimento. Non c’è riciclo delle materie prime senza raccolta dei RAEE e non c’è raccolta senza un corretto conferimento da parte di noi cittadini”.
La conoscenza del servizio “1 contro 0” tra gli addetti dei punti vendita è più diffusa in Lombardia, Toscana, Piemonte e Lazio. Al contrario, in Sardegna e Campania si registra una quota più elevata di esercizi che ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’obbligo previsto dalla normativa.
Per quanto riguarda le modalità di conferimento, dai riscontri raccolti emerge che nel 59,2% dei casi il piccolo RAEE è stato conferito in un cassone o contenitore dedicato e visibile, mentre nel 38,3% dei casi il rifiuto è stato ritirato direttamente alla cassa da un addetto del punto vendita. Nel restante 2,5% dei casi, pur essendo presente un contenitore per la raccolta, questo non risultava ben visibile. Nel dettaglio, dei 71 contenitori individuati, 41 sono stati segnalati come ben visibili, 17 collocati in prossimità delle casse e 13 posizionati all’ingresso o all’uscita del negozio. Inoltre, solo in 2 punti vendita erano presenti informazioni chiare sul servizio “1 contro 0” e sulle tipologie di RAEE conferibili, mentre in altri casi erano disponibili contenitori distinti per specifiche categorie di rifiuti.
Dal 2024 Legambiente ed Erion WEEE promuovono insieme azioni per la corretta gestione dei RAEE, collaborano alla diffusione negli atenei universitari del Docufilm “Materia Viva” – realizzato da Erion WEEE e Libero Produzioni – e realizzano attività di sensibilizzazione dei cittadini e della GDO sul tema dei RAEE.
Davide Rossi, Direttore Generale AIRES, dichiara: “Promossi a pieni voti. I rivenditori di elettronica di consumo sono i campioni nella raccolta dei piccoli RAEE. L’intero sistema 1 contro 0 funziona grazie alle nostre imprese mentre i Comuni latitano e le piattaforme online sono assenti, sono le nostre imprese a svolgere una onerosa attività di supplenza”.
AIRES chiede, inoltre, al Parlamento e al Governo non solo di facilitare ulteriormente la raccolta dei RAEE, ma anche di adottare norme che rendano più semplice ed economicamente sostenibile la riparazione dei prodotti. In questa direzione, l’Associazione sollecita un recepimento efficace della Direttiva “Right to Repair”, affinché vengano create condizioni concrete che favoriscano la riparabilità e l’allungamento della vita utile dei beni.