Secondo l’ultima ricerca di Omdia, il mercato globale degli smartphone è cresciuto del 4% su base annua nel quarto trimestre del 2025, sostenuto dalla domanda stagionale e da una migliore gestione delle scorte, nonostante l’aumento dei costi dei componenti abbia iniziato a gravare su alcuni fornitori. La crescita si è concentrata tra i principali fornitori, tra cui Apple e Samsung, in regioni chiave. Apple ha guidato il mercato degli smartphone nel quarto trimestre del 2025 con una quota di mercato del 25%, registrando un quarto trimestre record, trainato dalla forte domanda per la serie iPhone 17. Apple si è inoltre classificata come il principale fornitore di smartphone al mondo per il terzo anno consecutivo, posizionandosi leggermente davanti a Samsung.
Nel quarto trimestre del 2025, Samsung si è piazzata al secondo posto con una quota del 18%, trainata dal forte slancio nel segmento inferiore a 300 dollari, in particolare per i modelli Galaxy A17 4G e 5G. Xiaomi ha mantenuto il terzo posto sia nel quarto trimestre che nell’intero anno 2025, nonostante la sua quota sia scesa all’11% nel quarto trimestre a causa di ostacoli ai volumi in alcuni dei suoi mercati chiave. Vivo ha conquistato l’8% di quota di mercato, registrando un altro trimestre positivo, trainato principalmente dalla sua leadership in India. OPPO è rientrata nella top five mondiale tornando a crescere nel quarto trimestre, segnando un’inversione di tendenza positiva in vista dell’integrazione di realme nel suo business a partire da gennaio 2026.
Per l’intero 2025, le spedizioni globali sono cresciute del 2% su base annua, raggiungendo 1,25 miliardi di unità, riflettendo un anno di ripresa stabile ma disomogeneo, in cui un primo semestre più debole è stato seguito da un secondo semestre più solido, caratterizzato dal boom delle economie emergenti e dall’accoglienza positiva dei lanci di flagship. Tuttavia, l’aumento dei costi della memoria e la carenza di scorte hanno iniziato a influenzare il mercato e a limitare la crescita dei volumi nel quarto trimestre del 2025. Le crescenti pressioni sui costi verso la fine dell’anno indicano una maggiore attenzione alla disciplina dei prezzi, alla redditività e all’efficienza operativa in vista del 2026.









