Per molti, i dispositivi intelligenti fanno ormai parte della vita quotidiana da tempo: lo dimostra il nuovo studio di reichelt elektronik, da cui emerge che il 66% dei 1.000 consumatori intervistati in Italia ha dichiarato di utilizzare almeno un dispositivo smart.

I dispositivi multimediali come le smart TV e i sistemi musicali intelligenti sono particolarmente popolari, seguiti dagli assistenti vocali come Amazon Alexa o Google Home e, parimerito, da elettrodomestici intelligenti e prodotti per la pulizia. I sistemi di controllo dell’illuminazione, che nell’ultimo studio sulla smart home del 2024 si attestavano al 30%, quest’anno sono scesi al 16%.

Il motivo di gran lunga più citato per l’acquisto di prodotti smart è il desiderio di un maggiore comfort all’interno della propria casa. Seguono le funzioni pratiche come l’accesso remoto o l’automazione dei processi, l’intenzione di risparmiare sui costi energetici e di altra natura attraverso, ad esempio, il controllo intelligente del riscaldamento, oppure la possibilità di controllare il consumo energetico totale della propria casa o di aumentare la sicurezza della propria casa utilizzando scenari di illuminazione mentre si è in vacanza per scoraggiare i ladri. Inoltre è la passione per la tecnologia a spingere all’acquisto una persona su quattro.

Una netta maggioranza conferma che l’investimento ripaga: il 53% degli utenti riferisce di aver effettivamente risparmiato denaro grazie ai dispositivi intelligenti, ad esempio sulle bollette del riscaldamento o dell’elettricità. Tuttavia, gli intervistati citano una maggiore comodità come il vantaggio principale – superando il miglioramento dell’efficienza nella vita quotidiana e persino il potenziale di risparmio economico.

Sebbene il 64% degli intervistati affermi che la tecnologia smart home semplifica la vita, molti non la considerano indispensabile: il 39% descrive i prodotti smart come “un piacevole extra, ma non essenziale”. Inoltre, ben il 50% non vuole diventare troppo dipendente dai dispositivi intelligenti.

In generale, i principali svantaggi citati sono la dipendenza da una connessione internet e dall’alimentazione elettrica, i prezzi elevati e le preoccupazioni legate alla privacy dei dati. Nota positiva: molti degli ostacoli menzionati finora sono diminuiti in modo significativo. Ad esempio, nel 2024 la metà degli intervistati citava i prezzi elevati come uno svantaggio dei prodotti smart; nel 2026 questo dato è sceso a solo il 30%. Anche gli errori e i malfunzionamenti vengono percepiti come un problema meno frequentemente.

Il miglioramento è particolarmente evidente per quanto riguarda l’incompatibilità: se nel 2024 il 22% criticava ancora la mancanza di compatibilità con altri prodotti o sistemi, la cifra è scesa al 16% e ciò potrebbe indicare che l’interoperabilità dei prodotti smart è migliorata negli ultimi anni. Diminuite allo stesso modo le critiche relative a un’installazione complicata e a un funzionamento complicato.

Queste cifre dimostrano che, per molte persone, le smart home non sono più un territorio inesplorato, quanto piuttosto una parte naturale della vita quotidiana, e il loro utilizzo è ormai diventato una routine per molti.

Se parliamo del modo in cui i dispositivi intelligenti comunicano tra loro, emerge un quadro chiaro: dominano gli standard noti e di uso quotidiano, mentre i protocolli specializzati per la smart home non sono ancora molto diffusi. Il Wi-Fi è di gran lunga lo standard di connettività più utilizzato: l’81% degli intervistati dichiara di usarlo attivamente. Segue al secondo posto il Bluetooth, con un utilizzo attivo del 68%.

La situazione è diversa per i protocolli specifici per la smart home. Matter, lo standard di connettività cross-produttore comparativamente nuovo, è completamente sconosciuto al 62% degli intervistati; solo il 6% lo utilizza attivamente. La situazione è simile per Zigbee e Z-Wave. Thread è leggermente più conosciuto: ben il 31% ne ha sentito parlare, anche se solo il dieci per cento utilizza effettivamente questo protocollo di comunicazione.

Home Assistant fa eccezione: con un utilizzo attivo del 24% e un tasso di conoscenza del 65%, la piattaforma open-source è la più ampiamente utilizzata tra le soluzioni specifiche per la smart home.

Gli intervistati hanno aspettative elevate quando si tratta dei requisiti di sicurezza per i prodotti smart home: l’79% attribuisce grande importanza a regolari aggiornamenti di sicurezza da parte dei produttori, il 71% alla trasmissione crittografata dei dati tra dispositivi e server, e il 77% a politiche trasparenti di protezione dei dati. Anche la possibilità di utilizzare i dispositivi offline, le certificazioni da parte di organizzazioni di sicurezza indipendenti e l’opzione di elaborazione locale dei dati senza archiviazione in cloud sono importanti per una netta maggioranza.

Allo stesso tempo, specifiche preoccupazioni legate alla sicurezza frenano molti consumatori dall’acquistare ulteriori prodotti smart: il 29% teme un attacco informatico o un accesso non autorizzato ai propri dispositivi, mentre il 28% è preoccupato per il furto di dati o l’uso improprio dei dati personali oppure per i guasti di sistema con implicazioni sulla sicurezza, mentre un altro 25% teme una mancanza di trasparenza riguardo al modo in cui i propri dati vengono utilizzati o condivisi. Il 24%, inoltre, si dice preoccupato riguardo alla sicurezza delle telecamere per la smart home o dei dispositivi di sorveglianza.

Il 66% degli italiani utilizza dispositivi intelligenti e più della metà dichiara di aver risparmiato denaro grazie a essi. Allo stesso tempo, problemi come i prezzi elevati, l’incompatibilità o il funzionamento complicato sono diventati significativamente meno comuni. Per molti, la smart home non è più un territorio inesplorato, bensì una componente naturale della vita quotidiana. Ciò che rimane è una chiara aspettativa da parte dei consumatori nei confronti del settore: maggiore sicurezza, maggiore trasparenza, maggiore fiducia.

“Lo studio di reichelt elektronik mostra che la smart home ha superato la fase dell’hype ed è entrata nella routine quotidiana anche in Italia”, afferma Arno Doncks, Product Manager for Home Security & Smart Home di reichelt elektronik. “La riduzione delle barriere in termini di prezzo, compatibilità e facilità d’uso dimostra inoltre che il settore ha compiuto progressi significativi negli ultimi anni. Il prossimo obiettivo è altrettanto chiaro: per favorire un’ulteriore diffusione delle smart home sarà fondamentale conquistare la fiducia dei consumatori sul fronte della sicurezza informatica e della protezione dei dati, che continuano a rappresentare gli aspetti sui quali si concentrano le maggiori preoccupazioni”.