Quasi un italiano su due utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale almeno una volta alla settimana e quasi uno su quattro lo fa quasi ogni giorno. Ma a emergere non è soltanto la frequenza d’uso: tra chi utilizza l’AI, il 54% vi ricorre per tradurre, ricevere spiegazioni o imparare cose nuove e uno su due riconosce proprio nella possibilità di capire, approfondire e imparare uno dei suoi principali benefici.

È quanto emerge dal nuovo Samsung Trend Radar, la ricerca realizzata da Toluna a settembre 2026 su un campione di 1.000 italiani maggiorenni, che analizza il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nelle attività quotidiane e le aspettative verso la sua evoluzione.

La gestione e la comprensione dell’informazione emerge come uno dei principali ambiti di utilizzo dell’AI nella quotidianità.

Considerando la base degli utilizzatori di strumenti di Intelligenza Artificiale, il 54% dichiara di impiegarli per tradurre, ricevere spiegazioni o imparare cose nuove. Seguono il confronto tra prodotti e opzioni diverse, la scrittura o sintesi di contenuti, la possibilità di ricevere consigli, la pianificazione di attività e l’organizzazione di viaggi.

La comprensione emerge anche quando si guarda ai benefici percepiti. Un utilizzatore su due afferma che l’AI lo aiuta a capire, approfondire o imparare, mentre il 42% riconosce alla tecnologia la capacità di offrire spunti, idee o prospettive che non avrebbe considerato. Il 32% indica il supporto nel prendere decisioni e il 31% il risparmio di tempo.

L’AI assume così per molti utenti un ruolo che va oltre la semplice esecuzione di un compito. Chiamati a scegliere la definizione che meglio ne descrive il ruolo nella propria vita, il 33% degli utilizzatori indica infatti “consulente”, davanti ad “assistente personale”.

Nel lavoro e nello studio l’utilizzo dell’AI si concentra soprattutto sulle attività legate alla gestione e all’elaborazione delle informazioni. Tra chi dichiara di utilizzare l’AI nel proprio lavoro o percorso di studi, il 54% la impiega per cercare informazioni e il 41% per riassumere documenti. Seguono la traduzione di contenuti, la scrittura di email o testi, l’analisi dei dati e l’apprendimento di nuove competenze.

Anche i benefici percepiti sono concreti: il 41% afferma di completare alcuni compiti più rapidamente, il 31% di migliorare la qualità o la chiarezza del proprio lavoro e il 30% di riuscire più facilmente a mettere ordine tra informazioni e materiali. Il 28% dichiara inoltre di dedicare meno tempo alle attività ripetitive.

L’AI viene quindi utilizzata soprattutto nei passaggi che richiedono ricerca, elaborazione e organizzazione delle informazioni, con benefici percepiti in termini di velocità, chiarezza e gestione dei contenuti.

Guardando al futuro, gli italiani mostrano interesse verso un’AI capace di offrire supporto anche nell’organizzazione delle attività e nelle decisioni quotidiane. Sul totale del campione, il 28% vorrebbe affidare maggiormente all’AI il supporto nelle decisioni, il 27% vorrebbe essere supportato nel lavoro o nello studio e il 25% vorrebbe che la tecnologia ricordasse attività o informazioni importanti nel momento giusto. Seguono la possibilità di mettere ordine tra attività e priorità e quella di semplificare attività ripetitive.

A emergere è quindi l’aspettativa verso un supporto capace di inserirsi nel contesto in cui le persone si trovano, aiutandole a orientarsi tra informazioni, impegni e scelte.

Un’esigenza che trova riscontro anche nell’esperienza di chi già utilizza l’AI: il 68% è abbastanza o molto d’accordo sul fatto che questa tecnologia sia utile perché sa adattarsi a esigenze diverse nel corso della giornata, mentre il 70% ritiene che persone con vite diverse possano trovare nell’AI utilità differenti.