iliad presenta “Più Veloci”, la proposta strategica per accelerare l’innovazione tecnologica e lo sviluppo delle reti mobili di nuova generazione. In vista della scadenza delle licenze per le frequenze mobili nel 2029, iliad propone un piano strutturale basato su quattro pilastri per garantire crescita, concorrenza e leadership digitale all’Italia.

Perché è fondamentale agire ora sulle frequenze mobili?

Il 2029 segnerà un punto di svolta: scadranno i diritti d’uso per il 73% delle frequenze complessive utilizzate in Italia per la telefonia mobile. Le decisioni prese oggi sulla riallocazione dello spettro determineranno la capacità degli operatori di investire nelle infrastrutture del prossimo decennio.

iliad invita il settore a una visione lungimirante: non basta guardare al passato, occorre progettare oggi le reti capaci di sostenere l’Intelligenza Artificiale, l’Edge Computing e il 5G Standalone.

I 4 Pilastri del piano “Più Veloci” di iliad

Il piano mira a trasformare le infrastrutture di telecomunicazione in una leva di crescita economica attraverso quattro direttrici fondamentali:

1. Più frequenze per il futuro

Lo spettro frequenziale è la “materia prima” del digitale. Per abilitare servizi ad alte prestazioni, bassa latenza e massima sicurezza, iliad propone:

  • Ampliamento dello spettro: Ricognizione delle frequenze disponibili e utilizzo di porzioni sottoutilizzate.

  • Utilizzo duale: Forme di condivisione dello spettro tra uso pubblico e commerciale.

  • Banda 2.3 GHz: Un primo passo concreto per rafforzare la dotazione nazionale in linea con i fabbisogni industriali.

2. Più potenza al segnale

Per sfruttare appieno le nuove frequenze, è necessario allineare l’Italia agli standard internazionali.

  • Obiettivo 2030: Portare i limiti elettromagnetici italiani dagli attuali 15 V/m ai 61 V/m europei (standard ICNIRP). Senza questo adeguamento, gran parte del potenziale tecnologico del 5G e del futuro 6G rimarrà inutilizzato.

3. Più investimenti per il Paese

iliad propone di vincolare l’assegnazione delle frequenze a impegni di investimento ad alto impatto sociale. La priorità assoluta è il deployment del 5G Standalone su scala nazionale con obiettivi certi:

  • Entro 2 anni: 5G SA attivo in tutti i capoluoghi di Regione.

  • Entro 3,5 anni: Estensione a tutti i capoluoghi di Provincia.

  • Entro 6 anni: Copertura del 99% della popolazione italiana.

Questo approccio garantisce la resilienza della rete (disponibilità del 99,9%) e protocolli avanzati di Disaster Recovery senza gravare sulla spesa pubblica.

4. Più qualità per tutti e concorrenza equa

Il valore reale si crea solo in un mercato competitivo. iliad propone una riallocazione equa delle bande 900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz. L’idea è garantire un level playing field tra gli operatori, permettendo agli incumbent di accedere alla banda 2,3 GHz a fronte di un rilascio di parte dello spettro nelle bande storiche, premiando così chi investe in innovazione e qualità del servizio.

Il parere degli esperti sul piano “Più Veloci”

Il piano è stato analizzato da tecnici e accademici di rilievo:

  • Produttività: Davide Dattoli sottolinea come la connettività mobile sia un’infrastruttura produttiva vitale per le 400.000 aziende manifatturiere italiane.

  • Tecnica: Il Prof. Nicola Pasquino ribadisce che l’adeguamento ai limiti elettromagnetici europei è la “conditio sine qua non” per non lasciare il potenziale del 5G solo sulla carta.

  • Economia: I professori Cesare Pozzi e Davide Quaglione evidenziano che il valore dello spettro si misura nella sua capacità di generare valore per imprese e famiglie nel lungo periodo.

  • Strategia: Il Prof. Carnevale Maffè pone l’accento sulla neutralità procedurale e sulla certezza regolatoria come basi per una riforma efficace.

“Le scelte di oggi avranno un impatto sui prossimi quindici anni. iliad vuole creare reti a prova di futuro, garantendo all’Italia la leadership tecnologica che merita”Benedetto Levi, AD di iliad.