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Il 31 marzo si sono aperti i lavori della decima edizione dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano con un appuntamento dedicato al tema dell’evoluzione degli spazi di lavoro definiti Smart Spaces. 

Il 2021 sarà un anno sfidante e fondamentale per tutte quelle aziende che vorranno fare un ulteriore passo avanti rispetto a quanto fatto l’anno scorso per fare fronte alla pandemia, ripensando modalità e spazi del lavoro. Per queste aziende, sarà di primaria importanza capire come rendere ordinario il lavoro in remoto e adeguare gli uffici in direzione di modalità sempre più ibride. L’adozione improvvisa, e spesso poco organizzata, del lavoro da remoto ha infatti fatto emergere nuove esigenze, sia per i datori di lavoro che per i loro dipendenti.

Secondo il gruppo di ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, un ufficio “smart” si distingue per quattro caratteristiche fondamentali: la differenziazione, che rappresenta la creazione di ambienti diversi a seconda della tipologia di lavoro a cui sono adibiti; la riconfigurabilità, ovvero la possibilità di modificare gli spazi al variare delle esigenze dell’azienda; l’abitabilità, cioè la progettazione di ambienti confortevoli e accoglienti, che guardino anche al benessere e rispondano ai bisogni di chi vi lavora; e, infine, l’intelligence, intesa come integrazione con la tecnologia per facilitare processi e flussi di lavoro.

Stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione: prima della pandemia, infatti, solo il 17% delle aziende aveva cominciato a ripensare gli spazi di lavoro, riscontrando il notevole vantaggio di suscitare un maggiore engagement nei propri dipendenti in termini di “vigor”, ovvero alto livello di energia e di volontà di investirla nel proprio lavoro, “dedication”, cioè entusiasmo, ispirazione e orgoglio per il proprio lavoro, e “absorption”, o piena concentrazione sul proprio lavoro. Ora, non solo la maggior parte delle organizzazioni ha come obiettivo un ripensamento dei propri spazi di lavoro, ma in molti hanno anche cominciato a chiedersi se sia davvero necessario continuare ad andare in ufficio.

L’ufficio sta cambiando la propria fisionomia evolvendo verso un luogo necessario non tanto per portare avanti fisicamente il proprio lavoro, quanto per favorire la socializzazione con i colleghi, le attività di networking, le attività di recruiting, onboarding e induction ed infine per attività di brainstorming.

Durante la pandemia in molti si sono ritrovati a lavorare da remoto, spesso da casa. Una volta superata l’emergenza sanitaria, la speranza è che lo spazio di lavoro possa diventare ancora più esteso, arrivando a coinvolgere spazi davvero “smart”, come spazi di coworking, sedi e hub aziendali diffusi sul territorio. Il 78% dei lavoratori dipendenti si aspetta infatti di poter andare avanti con lo smart working anche post pandemia.

Sicuramente il nuovo modo di lavorare avrà un forte impatto sulle città e il territorio, con una diminuzione dell’inquinamento, una riconfigurazione degli spazi immobiliari, e cambiamenti nelle abitudini degli italiani relative a mobilità e consumi. In questo nuovo contesto lavorativo, gli strumenti di collaborazione video saranno fondamentali per mantenere in contatto membri di un team, clienti e fornitori lontani tra loro ed evitare spostamenti inutili, facendo risparmiare le aziende e aiutandole a ridurre il loro impatto a livello di inquinamento ambientale.

Logitech è sempre stata molto attenta a questi temi e, ben prima della pandemia, sposava non solo il concetto di remote working, ma anche quello di work from anywhere, secondo cui le persone devono essere libere di lavorare dal luogo che ritengono più adatto a loro. Per questo Logitech aveva già messo a punto una vasta offerta di prodotti all’avanguardia per la videocollaborazione adatti a queste nuove modalità, in cui è indispensabile dotarsi di cuffie, webcam, sistemi e piattaforme per le sale riunioni e la collaborazione personale. Non a caso, la pandemia ha portato molte aziende ad aumentare le tecnologie per il luogo di lavoro e ad investire su queste anche per il futuro.

Durante quest’anno così cruciale, Logitech non poteva quindi che allearsi con l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano per comprendere a fondo le sfide di questo particolare momento storico e supportare i suoi clienti con dati di scenario e spunti di riflessione sempre freschi e attuali, oltre che con le sue soluzioni di videocollaborazione.

“Noi di Logitech crediamo fortemente nella video-collaborazione come uno degli strumenti imprescindibili per un mondo del lavoro più smart, efficiente e sostenibile”, ha sottolineato Laura Canova, Marketing Manager di Logitech Video Collaboration Italy. “Come emerso da questo primo appuntamento con l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, gli spazi di lavoro stanno cambiando la loro fisionomia, diventando sempre più flessibili e “disegnati” intorno a chi lavora. In questo contesto è fondamentale per le aziende che vogliono restare al passo coi tempi dotarsi della giusta tecnologia per mantenere efficacemente in contatto dipendenti, clienti e fornitori anche a distanza, senza mai rinunciare a un coinvolgimento personale ed emotivo quanto più possibile simile a quello di persona”.

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