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Si chiama IoTwins, ed è un nuovo progetto europeo che sta per prendere casa nella Data Valley dell’Emilia-Romagna. Sperimenterà nuove tecnologie per la digitalizzazione dei processi e dei prodotti industriali, con 12 piattaforme di test che realizzeranno “gemelli digitali”, cioè copie virtuali di processi industriali che serviranno a testare in anticipo impianti e strumenti di gestione di infrastrutture. Servirà a valutare prima, in una realtà virtuale, pregi e difetti dei processi industriali che saranno poi applicati alle produzioni. Prevista anche la possibilità di un utilizzo dello strumento per le piccole e medie imprese.

Finanziato nell’ambito di Horizon 2020, IoTwins prevede un investimento totale di 20 milioni di euro ed è coordinato da Bonfiglioli Riduttori, azienda leader mondiale nella produzione di riduttori di potenza fra le più significative in ambito europeo per innovazione e digitalizzazione applicata alla produzione. Il progetto può inoltre contare sul coordinamento scientifico dell’Università di Bologna, sulle infrastrutture di calcolo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del Cineca e sul supporto della Regione Emilia-Romagna, attraverso Art-ER, la società regionale a sostegno dell’innovazione, dell’attrattività e dell’internazionalizzazione del sistema territoriale, per la valorizzazione e diffusione dei risultati del progetto a livello regionale, nazionale ed europeo. Oltre ai partner locali, fra i quali figura anche Marposs, faranno parte del progetto imprese e istituzioni scientifiche di peso internazionale come Siemens, il Centro di supercalcolo di Barcellona e il Fraunhofer Institute di Monaco di Baviera.

“È un grande risultato per l’Alma Mater e per l’ecosistema della ricerca e innovazione in Emilia Romagna”, ha detto Antonino Rotolo, prorettore alla ricerca dell’Università di Bologna. “La forte sinergia espressa tra mondo dell’università e della ricerca, le imprese, e le infrastrutture di supercalcolo è il vero pilastro per lo sviluppo di nuove tecnologie per la digitalizzazione dei processi produttivi in Europa”.

“Essere capofila di questo progetto – ha sottolineato Sonia Bonfiglioli, presidente del Gruppo Bonfiglioli – rappresenta un motivo di orgoglio, ma anche un’assunzione di responsabilità. Abbiamo la possibilità di dimostrare, sul campo, quanto valore abbiano la capacità di operare in un team di aziende internazionali in cui la visione della digitalizzazione non dimentica di essere al servizio dell’uomo e del suo ambiente. Per noi, l’applicazione che migliorerà il rendimento dei nostri prodotti per lo sfruttamento dell’energia eolica, sottolinea l’attenzione di Bonfiglioli ad operare, fare ricerca e, più in generale, perseguire una crescita non fine a sé stessa o a qualunque condizione. Per Bonfiglioli la responsabilità sociale è sempre stato un valore e un riferimento indiscutibile in ogni attività. La scelta di questo settore di applicazione ha quindi un valore di innovazione digitale tanto quanto il contributo per un ambiente più sostenibile”.

Sono 12 le piattaforme di test previste dal progetto che realizzeranno “gemelli digitali” per testare impianti di produzione in ambito manifatturiero e strumenti di gestione di infrastrutture, modelli che potranno essere utilizzati anche dalle piccole e medie imprese. I gemelli digitali sono infatti copie virtuali di processi e di impianti reali che interagiscono tra loro e che, attraverso la raccolta di grandi quantità di dati, riescono a simulare i diversi scenari per definire le azioni correttive e ottimizzare l’efficienza come, ad esempio, diagnosticare le anomalie prima che si presentino.

In particolare, 4 test bed verranno realizzati in ambito manifatturiero per la diagnosi predittiva nelle numerose aree di attività in cui operano i partner industriali del consorzio. Altri 3 test bed saranno incentrati sulla gestione di infrastrutture e, in particolare, verranno applicati all’ottimizzazione della gestione dello Stadio di Barcellona, sulle cosiddette Smart Grid, cioè l’insieme di una rete di informazione e di una rete di distribuzione per gestire la rete elettrica in maniera “intelligente”, per monitorarne la qualità dell’energia e sulla gestione olistica delle infrastrutture di supercalcolo. I rimanenti 5 test bed – punto di forza e valore del progetto per tutto il sistema industriale regionale – riguarderanno la replicabilità e la standardizzazione dei modelli precedenti per definirne nuovi ambiti di applicazione e sviluppare modelli di business innovativi in ambito manifatturiero e nella gestione infrastrutture.

“L’avvio di progetti di questa portata dimostra la dinamicità e la competitività delle nostre imprese e della rete regionale dell’alta tecnologia e formazione, con un forte legame fra mondo produttivo e università, e conferma il peso delle politiche industriali che abbiamo portato avanti in questi anni grazie agli investimenti su Big Data, digitale e infrastrutture di calcolo”, ha dichiarato Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna.”Asset fondamentali per rendere attrattivo il nostro territorio e per guidare uno sviluppo basato sulle nuove tecnologie, la ricerca e le competenze, per generare posti di lavoro di qualità”.

“La Data Valley dell’Emilia-Romagna si arricchisce di un nuovo progetto europeo diventando sempre più un centro di ricerca europeo a favore delle imprese, delle città e della qualità della vita delle persone”, ha spiegato l’assessore regionale all’Università e alla Ricerca, Patrizio Bianchi. “Il progetto guidato da Bonfiglioli Riduttori riunisce competenze da tutta Europa per la gestione di processi di innovazione fondamentali per le imprese e per le città, come anticipare le problematiche di funzionamento dei sistemi di produzione dell’energia, gestire grandi strutture come lo stadio di Barcellona o risolvere i grandi ingorghi del traffico. A questo servono i Big Data, a migliorare la qualità della vita delle persone, di chi lavora, di chi va allo stadio, di chi vuole vivere e invecchiare serenamente in città intelligenti e sostenibili”.

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